venerdì 4 maggio 2018

Terme in libertà, pozze alla Cocoon e mele gratis

Che si fa in montagna con 20 gradi sotto zero (percepiti)? Arranchi, cerchi di mantenere un contegno nonostante i tre strati di maglioni, mangi lo stinco con le Kartoffeln e lo strudel di mele. Poi, dopo aver fatto venti volte il giro del paesino e aver guardato per dieci volte la stessa vetrina con i conigli di legno, le ciotole di legno, i presepi di legno e gli alberelli di legno, vedo le Terme in lontananza.
Pensare di dovermi mettere in costume con la neve fuori mi prendeva male, ma non ce la facevo più a girare tra le bancarelle natalizie, con la musica natalizia in filodiffusione e col freddo natalizio che non dava tregua. E mancava ancora troppo tempo all'ora della cena e dei canederli.
Soprattutto con lo snowboard ho già dato in passato:
sono caduta cercando di sganciarmi dallo skilift, sono scivolata scendendo dalla seggiovia e
sono rotolata giù dalla montagna a volte lasciandomi andare solo per non dover far lo forzo di rimettermi in piedi. Alla discese innevate e ripide preferisco la pausa in baita, il panino con la salsiccia e la grappa alle fragoline di bosco.
Quel giorno però le Terme mi sembravano l'alternativa più valida e meno faticosa. Vasche fredde, freddine, tiepide, calde e caldissime. E mele lucide e croccanti gratis, poggiate in equilibrio piramidale su un vassoio (di legno). Ne mangiai una, mi sentii come depurata e sull'orlo del veganesimo ormai e pronta a concedermi il percorso sensoriale da seguire vasca dopo vasca, in pratica mi immersi direttamente nella pozza caldissima, tutta per me. Ma per poco, perché come in Cocoon ben presto quella pozza caldissima si riempì di vecchietti. A differenza del film però, lì nessuno diventava arzillo.  Eravamo tutti lì seduti a fissare le bolle. C'era pure il classico rischio di incrociare lo sguardo (stile sala d'attesa dal dottore) e di dover sostenere una conversazione. Tra l'altro in tedesco, in Italia. Vovevo uscire dal quella calda e confortevole piscinetta, ma sempre più affollata. Presi un'altra mela dalla piramide e mi guardai attorno. Al secondo frutto mi sentivo fruttariana e ormai disintossicata dalla vita moderna dissoluta.
Il bagno di vapore sembrava la soluzione migliore e pareva non esserci nessuno dentro. Chiamai XXXXXX ed entrammo nella stanzetta di legno. Ci sedemmo uno di fronte all'altro. Quindi... che si fa?
Si sta seduti, tranquilli, ci si rilassa, ci si depura ancora: il bagno di vapore ha una temperatura tra i 42 e i 45 °C e l'umidità al 100%... e chi non la ama?? XXXXXX prese il doccino e cominciò a spararmi l'acqua addosso, come farebbero le persone mature che frequentano le terme. In quel momento entra una coppia di tedeschi decisamente più posati di noi,  fingiamo quindi di rinfrescare le sedute, come farebbero consumati habituè di saune e bagni di vapore.
A quel punto dovevano adeguarci all'ambiente, qualche istante dopo, notai che davanti a me c'era troppa libertà, senza asciugamano. Herr Freiheit era decisamente senza costume, assolutamente rilassato e in pace con se stesso. Ma troppa libertà davanti agli occhi può abbagliare. BRRR. E pensare che mi semtivo così purificata...
Troppo stress alle Terme, troppe mele, forse sono più portata per canederli e birra.


 





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