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lunedì 31 ottobre 2022

🎃 Miss Scherzetto


🎃Miss Halloween, Miss Dolcetto, Miss Streghetta... ogni anno il 31 ottobre, per otto edizioni di seguito, Mary Anne aveva vinto il primo premio del concorso paesano. La competizione prevedeva il classico giro per le case, la domanda “dolcetto o scherzetto?” e infine la sfilata delle miss al centro del paese. Il risultato era sempre lo stesso: la vittoria di Mary Anne. Coroncina in testa, fascia da miss, sorriso adorabile e saluto con la manina. Era sempre stata la bambina più bella del paese: pelle di seta, occhi azzurri cielo di aprile, labbra color ciliegia e 12 boccoli biondi lucidi e laccati.

🎃Dopo otto anni i giudici decisero di incoronare altre bambine, l'adorabile ragazzina però non la prese bene, tanto che dopo qualche anno fu rinchiusa in un istituto psichiatrico a causa di quei fatti definiti da lei “una serie di piccole incomprensioni”.Negli anni a seguire infatti, ogni 31 ottobre, si manifestavano inquietanti accadimenti: i costumi delle bambine ridotti a brandelli, spilli puntati sulle spazzole, topi morti sugli zerbini dei giudici e incendi appiccati davanti alle case delle aspiranti miss. Fino a che, sconcertata ed esasperata dall'incompetenza dei giudici, un anno Mary Anne decise anche di allungare il succo di frutta al rinfresco del concorso con il veleno per talpe. La colsero in fragrante con il flacone in mano e un topo morto in tasca, mentre le piccole aspiranti miss si contorcevano a terra tra spasmi e urla terrificanti.«Non è come sembra, il concorso è truccato, sono vittima di un'ingiustizia!» gridava mentre veniva rinchiusa nell'istituto psichiatrico. Per prima cosa le tagliarono tutti i dodici boccoli biondi lucidi e laccati. Supplicò con i lacrimoni agli occhi però di poterli conservare, avrebbe fatto la brava e ingerito tutte le pillole senza fare storie, per tutti gli anni a venire.


🎃Rinchiusa da qualche anno, anche quel 31 ottobre Mary Anne sfogliava con orgoglio l'album dei ricordi. «Guarda Mary Anne» le disse una compagna di merenda e di pillole calmanti mostrandole un volantino stropicciato che avvolgeva qualche castagna «stasera al paese c'è il concorso “Miss Scherzetto”, tu parteciperai?» 

«Certo, andrò e vincerò come sempre» rispose l'adorabile Mary Anne.

🎃Indossò il costume da fatina color pesca, infilò le ali di tulle, si incollò alla testa i dodici boccoli biondi, lucidi e laccati e sputò le pillole calmanti oltre le sbarre della finestra. Percorse il corridoio a passo svelto e afferrò qualcosa dentro a un armadietto incustodito. Tutto il personale dell'istituto era intento ad allestire il salone per la festa di Halloween a cui avrebbero partecipato le pazienti alla sera. Gli infermieri erano convinti che le ospiti fossero crollate a letto a causa della doppia razione di pillole. Mary Anne annusò l'aria fresca che profumava di torte alla zucca e cannella, si punse un dito con il bisturi, si colorò le labbra di ciliegia con qualche goccia di sangue e suonò alla prima porta.

Si schiarì la voce: «Dolcetto o scherzetto?» chiese alla signora che teneva in mano un leccalecca «Sarò Miss Scherzetto quest'anno, sono tornata» disse affondandole la lama nella gola.

🎃 Quell'anno avrebbe vinto, se lo sentiva.

giovedì 19 novembre 2020

Erbe Matte - Romanzo

I protagonisti dei miei romanzi sono assolutamente imperfetti, commettono errori, finiscono sempre nei guai e dicono bugie. E alla fine, anche se non vorrebbero, si scontrano con la società bigotta e ipocrita, contro le ingiustizie o le complicazioni che la vita gli presenta senza sconti. Come molti di noi in fondo...

  












Il mio terzo romanzo Erbe Matte non fa eccezione, come è stato anche per  C'è di peggio e Le bugie dei bravi ragazzi.

Questa volta però il libro è ambientato in un luogo diverso, insolito e forse desueto, si intitola "Erbe Matte" e narra la storia di un Circo, il Circo Lumen, e dei suoi fedeli circensi.  Racconta la vita di una famiglia molto unita, ma sempre in equilibrio precario: sono tempi duri per tutti, anche per chi conosce numerosi trucchi magici per vivere.

Il Circo Lumen è sospeso tra le lucette colorate e la terra scura, tra le acrobazie e il sole che brucia, tra la magia e gli infiniti viaggi con la carovana. È un piccolo circo di provincia senza effetti speciali e con molti debiti.  

Il suo Direttore è un uomo d'altri tempi: col cilindro in testa, molti tatuaggi e un carattere duro come gli inverni di una volta. Tenterà di risollevare le sorti del circo a modo suo e senza l'aiuto della famiglia, finendo però per scontrarsi con gente pericolosa e disposta a tutto pur di vederlo rovinare. 

Scoperta la minaccia incombente, Bianca, la nipote preferita, e gli altri circensi cercheranno quindi di prendere in mano la situazione e di salvare il Circo Lumen dal baratro, in ogni modo, più o meno ortodosso. E di nascosto, perché se chi vuole la fine del Circo è spietato, mentire al Direttore risulterebbe anche più complicato da gestire.

Non sarà un'impresa semplice tra vendette antiche, amori sospesi e gesta funamboliche, ma il Circo Lumen è la loro vita, la loro tradizione e l'essenza stessa delle loro esistenze.

Nel frattempo Bianca rincorre l'amore che però non si concede mai davvero. Mauro infatti appare ogni primavera al cospetto del Direttore col suo trabiccolo a forma di Limone per vendere bibite, ma al termine di ogni stagione lavorativa sceglierà sempre di non seguire la carovana. Brama la libertà, Bianca invece vorrebbe trattenerlo a sé, perché ricomincia a vivere solamente quando l'uomo le sta accanto.

E’ la cartomante e la sensitiva del circo, o almeno è quello che la gente crede. Lei stessa è scettica riguardo alla sua presunta e particolare attitudine: in realtà non riesce nemmeno a trovare il coraggio di farsi un giro di tarocchi per paura di svelare cosa le accadrà in futuro o per timore di scoprire se l'uomo di cui è innamorata perdutamente corrisponde il suo sentimento.

I protagonisti di "Erbe Matte" rompono le regole pur mantenendo salde le tradizioni, anche sotto alla tempesta non si arrendono mai, non se lo possono permettere.

Ma riusciranno a resistere all'amore che tormenta l'anima o alle vendette che riaffiorano dal passato minacciando il Circo?

Il futuro incerto però non rappresenta un problema per i circensi, le Erbe Matte sopravvivono a tutto e spuntano sempre da qualche altra parte:

"Noi siamo come l'erba matta, rispuntiamo sempre da qualche parte, nonostante le batoste che la vita ci dà, resistiamo alla pioggia gelida e al Sole che brucia".

La vita è un Circo. Siamo tutti in bilico tra mille risate, pianti e meraviglie...




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lunedì 30 marzo 2020

Anteprima Le bugie dei bravi ragazzi





Barbara Raymondi




Le bugie dei bravi ragazzi








Questo libro è un'opera di fantasia. Nomi, soprannomi, personaggi, luoghi e avvenimenti sono frutto dell'immaginazione dell'autrice e vengono usati in maniera fittizia. Qualsiasi somiglianza con persone reali, fatti o luoghi è assolutamente casuale.
Ogni diritto è riservato.




Gli spietati salgono sul treno
e non ritornano mai più,
non sono come noi, innamorati eroi,
noi due che al binario ci diciamo addio.
Gli spietati, Baustelle



E' un mondo difficile, è vita intensa.
Felicità a momenti e futuro incerto.
Il fuoco e l'acqua, concerto e calma,
sonata di vento.
E nostra piccola vita
e nostro grande cuore.
Me cago en el amor, Tonino Carotone




Prima Parte

1

«Sole?»
«Presente» la ragazza alzò il braccio svogliatamente, con fare un po' fiacco.
«Ok, allora iniziamo col briefing se ci siamo tutti».
Mio Dio il briefing, ma dove siamo all'Onu? Sole si guardò attorno, testa bassa, sconsolata, agitata, stanca, cercando comunque di mantenere un certo contegno, di capire l'andazzo di quell'ufficio e di scoprire la fauna umana con la quale avrebbe lavorato per qualche giorno o addirittura per qualche settimana.
Si sentiva stanca già alle cinque di pomeriggio e non perché avesse lavorato in miniera fino a quell'ora, ma perché esausta di affrontare l'ennesimo primo giorno lavorativo. Si trattava di sondaggi telefonici, all'apparenza poteva sembrare quasi una mansione dignitosa, non troppo invasiva per se stessa o per i campioni telefonici da contattare.
«Sole?»
«Sì?»
«E' la tua prima volta qui?» chiese la responsabile dopo aver spiegato a tutti il loro compito.
«Sì»
«Hai capito come funziona?»
«Sì, più o meno credo di aver capito: chiamo qualcuno e gli propongo di fare il sondaggio»
«Ok, ci siamo. Ragazzi siate veloci e precisi. Cercate di non scrivere messaggi e di non parlare tra di voi. Potete andare in bagno, ma senza esagerare, cerchiamo di evitare le pause sigaretta, le pause caffè e le pause chiacchiere che tanto state qui solo quattro ore. Iniziate pure».
Quattro ore lì dentro sembravano interminabili solo a pensarlo.
La responsabile era una ragazza più giovane di Sole, dall'aspetto glaciale, inflessibile e sicuro. Il lavoro consisteva nel fare il maggior numero di telefonate per riuscire a terminare quanti più sondaggi possibili. Da un plico di fotocopie prelevate da un elenco telefonico di qualche città si sarebbe dovuto chiamare in ordine alfabetico o sparso, a seconda dell'attitudine, dell'istinto o del metodo lavorativo, quanti più contatti si riusciva.
«Ragazzi, almeno venti sondaggi a testa stasera» sottolineò la responsabile «ricordatevi che vi paghiamo all'ora, non a sondaggi, quindi non approfittatevene di questo. Impegnatevi grazie».
Sole iniziò la missione quotidiana: digitare un numero da un comune telefono a tasti, aspettare tre squilli, non ottenere nessuna risposta e giù la cornetta. Numero, tre squilli, nessuna risposta e giù la cornetta. Numero, tre squilli, nessuna risposta e giù la cornetta. Primo sintomo accusato: ansia da prestazione. Nessuno sembrava volerle rispondere, mentre le altre ragazze chiacchieravano capaci con sconosciuti accondiscendenti. Tutti i sondaggisti reclutati guardavano un muro color crema stinto, erano separati tra loro da pannelli bianchi e sparavano a raffica domande convulse lette sullo schermo di un computer, sperando di segnare crocette col mouse nel questionario a risposte multiple. Numero, tre squilli, nessuna risposta, ma questa volta, mentre Sole stava per sbattere giù la cornetta, qualcuno rispose con la più classica delle risposte telefoniche: Pronto?
Dopo un secondo di incertezza la ragazza partì:
«SìBuonaseraSignoraStiamoFacendoUnSondaggio» recitò tutto d'un fiato. No grazie, fu la risposta secca e spietata.
Le reazioni telefoniche alternative che si susseguirono furono: No. No, chi vi ha dato il mio numero? No, avete finito di rompere le palle? No, non compro niente. Secondo sintomo: nervoso allo stomaco e voglia di controbattere con una vasta gamma di parolacce. Quando dopo almeno venti tentativi qualche anima pia diede il consenso, la ragazza, già preda della frustrazione più accanita, cercò solo di essere rapida, chiara e gentile nonostante la ferocia nell'animo e la lingua che si incespicava.
La moltitudine delle persone che, mosse a pietà o afflitte da solitudine centenaria, decideva di dedicare qualche minuto al sondaggio dopo poche domande però perdeva entusiasmo; l'unica conseguenza possibile era il temuto saluto d'addio. Una guerra psicologica insostenibile, un terremoto per il sistema nervoso.
«Ehi» le sussurrò qualcuno «Puoi imbrogliare»
«Cosa?»
«Sì, non è che ci arrestano»
«Imbrogliare?»
«Metti tu le risposte anche se non ti rispondono a tutte le domande, finisci tu il questionario»
«Ma se ci vedono? Se

mercoledì 25 marzo 2020

Anteprima Erbe Matte



La gente è il più grande spettacolo del mondo
E non si paga il biglietto.

Charles Bukowski



Questo libro è un'opera di fantasia. Nomi, soprannomi, personaggi, luoghi
e avvenimenti sono frutto dell'immaginazione dell'autrice e vengono usati
in maniera fittizia. Qualsiasi somiglianza con persone reali, fatti o luoghi è
assolutamente casuale.

Diritti Riservati.


                                                  

                                                            *
Il   Direttore   del   Circo   Lumen   si   sistemò   il   cilindro   nero   sulla   testa, recuperò il microfono dalla tasca  e si  schiarì  la voce. Squadrò  senza entusiasmo   lo   sparuto   gruppetto   di   spettatori   che   gli   sedeva   davanti, avrebbe potuto contarli, suddividerli per genere maschile, femminile e magari ricordarsi anche i nomi di battesimo di ognuno di loro.
A quel punto non restava che recitare, senza troppa enfasi, il saluto finale: Il Circo Lumen ringrazia tutti i gentili spettatori, buonanotte e a presto.
«Dio bon» brontolò poi tra sé e dopo lo scoppio di un petardo scaduto partì una gracchiante marcetta dagli altoparlanti. Il Direttore attraversò la nube artificiale ormai rarefatta e scomparve senza premura, e senza dannarsi, dietro al sipario mandando a ramengo l'ambita sincronia scoppio-fumo. Il trucco non era riuscito alla perfezione, ma nessuno se ne preoccupò, né i  circensi, né le trentadue  persone del pubblico pagante. 
Faceva freddo a stare seduti sulle panche per un'ora e mezza, i nasi erano gelidi e le mani restavano infilate nelle tasche. Se ne volevano andare a casa tutti, nonostante le acrobazie, nonostante i lustrini, ma non sarebbe terminata lì la serata per la maggior parte il pubblico: i bambini desideravano incontrare gli Straordinari Animali Magici. Quasi il fiore all'occhiello del Circo.
Gli Straordinari Animali Magici del Circo Lumen erano più bizzarri che fatati, facevano più sorridere che strabiliare, in perfetta sintonia con il Circo, più

lunedì 8 ottobre 2018

Vito e Violetta eroi per noia?

📚Vito e Violetta si metteranno in testa di salvare una ragazza musulmana da una tradizione che le sta stretta. Halima è nata in Italia, ma è costretta dalla famiglia a indossare il velo, quel che è peggio è che... Il padre ha deciso di combinarle un matrimonio e l'amore non c'entra.
Vito e Violetta non sono eroi, anzi, fumano troppo, bevono di più, studiano filosofia sapendo di non combinare molto, sono cinici...
Ma questa volta, e non sanno nemmeno loro perché, decideranno di aiutare Halima. Non hanno molto da fare o da perdere... Finiranno nei casini come sempre, riusciranno a salvare lei? A riscattare se stessi??
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📖 Romanzo: C'è di peggio
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❣️Prenotabile alla Feltrinelli e Disponibile negli store online:
LaFeltrinelli.it
Ibs.t
Amazon
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❣️GRAZIE a chi l'ha letto e a chi lo leggerà,
Barbara😘

martedì 7 marzo 2017

Nostalgia Canaglia. Trainspotting 2

Quando nel lontano 1996 vidi al cinema Trainspotting, in una sala mezza vuota e un po' sfigata, lontana anni luce dal concetto moderno di multisala multifunzionale, mi si aprì un mondo.  Il mio mondo, una differente visione della solita e concreta realtà che non riusciva a convincermi.
Che non era sfondarsi di eroina o di droghe varie!, ma un nuovo modo di descrivere sensazioni, lontano quindi dal classico borghese ideale della società  impostata.
 Restai in apnea per un'ora e mezza: esisteva dunque un'alternativa al modello che credevo di dover subire fin dai tempi della scuola dell'obbligo. Fosse anche solo guardare film alternativi o leggere libri differenti da quelli imposti dai professori in cattedra.
Sembra banale, ma all'epoca e a quell'età, era (molto) più complicato.
Cesura col passato.
Amai quel film, il mio (anti)eroe preferito divenne chiaramente Mark Renton. Così lontano dai soliti Maverick, così diverso dai bravi e noiosi ragazzini.
Dopo 20 anni esce Trainspotting 2.

martedì 20 settembre 2016

Le bugie dei bravi ragazzi




Chi sono i bravi ragazzi? Quante bugie è consentito raccontare in una vita? Dove si trova il virtuoso confine da non oltrepassare? Sole è alla ricerca di se stessa, di un fidanzato inafferrabile e di un lavoro che latita ancora di più. Enrico cerca un equilibrio che forse non vuole davvero, ma che gli converrebbe trovare al più presto considerato il futuro che gli si prospetta. Benedetta è una ballerina bellissima, quasi perfetta, ma odia la danza classica. Sono tutti nella stessa barca e sicuri di naufragare in un mare agitato dalle troppe bugie raccontate. Non sono cattive persone, sebbene pratichino lavori poco ortodossi, frequentino brutta gente e nascondano segreti sconvenienti. Sono bravi ragazzi in fondo, nonostante tutto.





Sole


 Sole ha circa trentanni e una vita abbastanza agitata alle spalle. Una vita tormentata come lei, che non si accontenta, che non riesce a trovare la "sua" retta via in una società che non sembra accettarla e che pare voltarle le spalle di continuo.
Non è fatta per la vita stereotipata, non riesce a stare alle classiche regole morali imposte. E non le piace troppo la gente, forse. 
Sole a volte ci prova a fare pace con se stessa e con la vita, la vita semplice che accomuna la maggior parte delle persone. Ma le è sempre riuscito più facile scappare
, nascondersi o vivere alla giornata. Se il presente la manda in paranoia, il futuro la scoraggia, la spaventa. Dopo un lungo viaggio, che avrebbe dovuto essere catartico, decide di tornare nella sua città e di  cercare (come fanno tutti) un lavoro stabile e un ragazzo affidabile. Ma per chi non riesce a integrarsi, per chi è persa, per chi ha un passato travagliato è dura: colloqui umilianti, lavori inutili e spesso mortificanti,  pochi amici fidati.. E' per questo che, per pagarsi l'affitto e per arrivare a fine mese, a volte è costretta a indossare una maschera...
Sole ed Enrico
Non le piace, si sente sbagliata, forse sporca, ma lo decide lei quando e con chi... non la società e non gli altri che non la considerano mai all'altezza.

Chi lo stabilisce se è una brava ragazza o se invece non lo è? Quale limite non deve oltrepassare? O forse ormai l'ha già superato da un pezzo? Ormai è perduta? Cosa prova Sole davvero? Sicuramente è cinica, ironica, fragile e forse, forse, finalmente innamorata... ma sarà la volta buona? Si potrà davvero fidare di Enrico? E lei continuerà a raccontare bugie per poter sopravvivere o farà pace con la verità? Avrà il suo riscatto?






Sole
"Precaria, banale, senza particolari attitudini. Con sto nome poi, Sole. Lei che invece voleva sparire nella notte scura."











Enrico 

Enrico ha circa trentanni, come Sole e come lei non ha ben chiaro cosa ne sarà di lui in futuro. Ma quello che lo preoccupa non è solo il lavoro che manca, non è solo il pensiero di terminare o meno gli studi universitari, è il fatto che non sa ancora bene come farà, ogni singolo giorno, ad arrivare vivo a sera. Perché quando entri in contatto con un certo mondo è difficile fare previsioni certe.  Quello che fa lo affronta con un ambiguo distacco, giusto "un part time" lo definisce, ma questo lo scagiona? Lo rende meno colpevole?  
Enrico non lo voleva più fare, troppi rischi, troppo pericolo, troppe persone coinvolte.


Eppure lo sa bene che quello che sta affrontando è estremamente pericoloso.
E' costretto, come Sole, a mentire, a omettere, a raccontare bugie per non compromettere la sua posizione, per non coinvolgere nessuno o forse, soprattutto, per salvare se stesso. 
E' precipitato, quasi per caso, forse per noia, nel baratro di una (mala)vita che pensava di poter frequentare solo di striscio e di poter mollare quando lo desiderava. Ma la realtà prima o poi bussa alla porta per chiedere il conto. E quindi per Enrico riprendere il controllo della vita risulterà sempre più difficile e complicato.

"Enrico rimase immobile seduto sopra la Nazionale dell'82, senza saper  che rispondere."






















Dove lo troverà il tempo per recuperare gli esami all'università? Come farà a spiegare
ai suoi  genitori che non prenderà la laurea entro pochi mesi? Ma soprattutto, come farà a non finire ammazzato dai suoi "colleghi"? Riuscirà a farla finita con quei giri strani? E Sole? Le vuole bene veramente o la sta solo usando per i suoi soliti traffici poco chiari?



Benedetta


Benedetta è quasi perfetta: bellissima, delicata, bionda, con gli occhi azzurri ed è una ballerina da sempre, da quando aveva 5 anni. Solo che odia la danza classica e non ce la fa più ad affrontare le lezioni, l'insegnante e le compagne di corso. Per cercare di soppravvivere al suo incubo personale inizia a raccontare bugie a se stessa, alla mamma, al papà che adora e al mondo che la circonda.
"Sono affamata da quasi vent'anni" (Benedetta)
Mente sul cibo, ha problemi di peso che cerca di nascondere, ma è magrissima, diafana. Troppo grassa per la scuola di danza, ma troppo magra per il resto del mondo profano.
Si sente sempre inadeguata, sbagliata ai suoi occhi e a quelli degli altri.
Mente riguardo al suo sogno di diventare una ballerina di danza classica, ma non è il suo sogno, è il progetto della madre: e come può deluderla dopo vent'anni? Come può affrontarla e dirle che vuole mollare la danza classica? Che non ce la fa più? Che si sente sfinita, esausta, che vive una vita che non le appartiene, che ha fame, che ha i piedi martoriati e che non ha un appuntamento con un ragazzo da molti, troppi, anni.


Vanity Fair, settembre 2016














Benedetta non crede più in se stessa e non ha la forza per farlo... fino all'incontro con Sole, che diventerà la sua (unica) migliore amica; nonostante sembrino totalmente diverse e i colori stessi delle loro esperienze siano differenti. Sole ha provato troppo nella vita, Benedetta niente, non ha vissuto. Ma le bugie e il tormento interiore le avvicinano, le loro vite si assomigliano in fondo: entrambe sono alla ricerca di un riscatto personale, della libertà di scegliere la propria strada e della verità.





Questa nazione è brutta ti fa sentire asciutta senza volontà...  
Non è per sempre, Afterhours


Se siete curiosi di conoscere Sole, Enrico, Benedetta e tutti gli altri "bravi ragazzi" potete leggere qui, nel sito della Feltrinelli. 
Se volete leggere l'anteprima o vi interessa l'ebook invece qui.
O cliccare nella sezione Romanzi.