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martedì 28 ottobre 2025

🎃 3 Libri spaventosi (o quasi) da leggere durante la settimana di Halloween...

🎃 3 Libri spaventosi (o quasi) da leggere durante la settimana di Halloween...
L'ultimo è il mio preferito, è una raccolta di poesie pubblicate tra il 1914 e Il 1915, ma, secondo me, "romantica", moderna e assolutamente in tema Halloween 👻
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👻Teddy 
Mallory inizia a lavorare come babysitter presso una famglia benestante, scoprirà che Teddy, un bambino di 5 anni, ha un' amica immaginaria, Anya, che gli dice cosa disegnare:
immagini inquietanti e macabre.
Disegni che suggeriscono una verità
 nascosta e un oscuro segreto che solo
Mallory dovrà scoprire prima che sia troppo tardi...  
👻La casa sull'albero 
Henrik e Nora decidono di andare a vivere nella vecchia baita di famiglia con il figlioletto. Una casetta incantevole
in mezzo alla foresta, dove è difficile incontrare
anima viva. Qualcuno però li sta spiando.
Nei dintorni viene ritrovato lo scheletro
di un bambino e subito dopo il figlio
scompare... Una vecchia casa sull'albero
in mezzo al bosco resiste allo scorrere del 
tempo, tra la nebbia e il vento gelido...
👻Antologia di Spoon River 
Una raccolta di poesie, in forma di epitaffio,
in cui i defunti del cimitero di una piccola città immaginaria americana raccontano la storia
delle loro vite. Le 244 poesie svelano
i segreti, i rancori, le passioni e
i sogni perduti dei protagonisti sepolti
nel camposanto situato sulla collina
di Spoon River...


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martedì 18 aprile 2023

🌺Perché vai alla processione della Madonna delle Gemme?

🌺«Perchè vai alla processione della Madonna Delle Gemme?» le chiese Mauro.
Bianca alzò gli occhi al cielo: «Dicono che tanto tempo fa, non so, nel milleduecento o milleseicento, una roba così, una ricca donna promise alla Madonna le pietre preziose della sua collana se le avesse fatto trovare marito»
«E la Madonna ha fatto il miracolo, immagino»
«Sì, lei ha trovato marito» sottolineò.
Bianca voleva sposarsi con Mauro, desiderava una famiglia normale, ma visto che la proposta tardava ad arrivare, ci provava anche con La Madonna Delle Gemme. Avrebbe di certo preferito che Mauro si innamorasse di lei spontaneamente, ma la preghiera alla Madonna magari avrebbe potuto agevolare o rinforzare la loro storia d'amore. Senza magia e senza gli intrugli medioevali della nonna, solo con una sorta di benedizione voluta dal cielo. Al circo il profano e il sacro si mescolavano come il caffè col latte caldo.
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🌱Romanzo: Erbe Matte
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🎪Trama: Il Circo Lumen è un piccolo circo di provincia senza effetti speciali e con molti debiti. Il suo Direttore, un uomo d'altri tempi col cilindro in testa e molti tatuaggi, tenterà di risollevarne le sorti a modo suo finendo pero per scontrarsi con gente pericolosa e disposta a tutto pur di vederlo rovinare. Toccherà alla sua famiglia, ai suoi circensi, cercare di mettere in salvo il Circo. Non sarà un'impresa semplice tra vendette antiche, amori sospesi e gesta funamboliche. La vita e un circo e al Circo Lumen tutto e possibile... o quasi.
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🎪Disponibile qui: lafeltrinelli.it, ibs.it, amazon, ilmiolibro.it
Oppure scrivimi in direct... Special price e Spedizione Gratuita 😘
📸 Instagram: barbara.raymondi

 #primavera

giovedì 6 aprile 2023

🌷 Carina

🌻"Il becchino, quando vedeva Aida entrare in cimitero tutta ancheggiante, si accendeva una sigaretta e cominciava a scavare profonde buche per terra. E più Aida sbatteva le ciglia versando l'acqua ai fiori sulla tomba della nonna, più il becchino fumava; più Aida sporgeva il sedere all'infuori per ravvivare le gerbere gialle, più il becchino scavava in profondità con la pala. Quando Aida recitava una preghiera che non si ricordava, con gli occhi chiusi e il rosario stretto in mano, il ragazzo, sconsolato, sprofondava sul mucchio di terra scura con le gambe a penzoloni dentro alla fossa, desiderando solo di baciare ogni singola perla della corona.

Era troppo bello, misterioso e diverso da tutti gli altri noiosi uomini del paese, lui non l'avrebbe mai notata, pensava Aida sospirando instabile sui tacchi alti, mentre si allontanava tra le tombe grigie.
Domani mi metto la gonna più corta, anzi lo guardo. Lo guardo negli occhi e lo saluto, decise Aida."

🌷Tratto da "Carina"
 "14 Racconti in disordine sparso"
Chi cerca l'amore, chi trova una zebra, chi si dà appuntamento in mezzo a un campo di pannocchie dove è caduta una stella cadente. C'è chi è carina e piace a tutti e chi invece ha un balcone “vista cimitero”. In un mondo senza senso, ognuno può inventarsene uno.

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💌Disponibile nel sito ilmiolibro.it o... scrivimi 😊

📸Instagram: barbara.raymondi

lunedì 27 marzo 2023

Elvis ~ il film

 Elvis, il film.
Sensazioni.
 No spoiler, anche perché sappiamo come va a finire...
🍿Avrei voluto guardare "Elvis" al cinema.
La sensazione che provo alla fine del film è strana, è di smarrimento; galleggio tra la fascinazione e la malinconia. Devo ammettere che non conoscevo bene la storia di Elvis Presley, conosco il mito di Elvis e ho sempre immaginato che se un giorno dovessi trovarmi a Las Vegas sarà un suo sosia a sposarmi. 
Ma la stessa Las Vegas, che abbaglia e confonde, alla fine imprigiona Elvis in una gabbia dorata e non lo libera più. Ne diventa un'attrazione, la migliore, il Re. E questo lo distruggerà.
Sembra di stare su una ruota panoramica durante la visione del biopic: rapiti dalla atmosfera sfumata e surreale, accecati dalle luci colorate, dalla musica coinvolgente (e indimenticabile)... Ma si ha anche la percezione di non riuscire a scendere dalla giostra, come succede a Elvis a Las Vegas. L'amore folle che il pubblico nutre verso il cantante lo incorona Re, ma non lo salverà, gli darà il colpo di grazia. E sarà il suo manager, l'imbonitore delle fiere, il colonnello Parker a chiudere la gabbia e a gettare via la chiave di Las Vegas. Almeno così si evince dal film.
Il regista di "Elvis" è Baz Luhrmann, lo stesso de "Il Grande Gatsby", se ne riconosco i tratti visionari e lo stile narrativo. L'atmosfera è onirica e il sogno americano di Elvis inizia proprio da una fiera anni '50... dove si cercava l'artista più straordinario, con i costumi più stravaganti. E con delle movenze in grado di ipnotizzare e scandalizzare l'America bigotta di quegli anni.
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📸 Instagram: barbara.raymondi

mercoledì 15 marzo 2023

🌸In passato Benedetta aveva visitato i siti Pro-Ana...

In passato Benedetta aveva visitato i siti Pro-Ana e aveva seguito i consigli di quei blog: era arrivata a mangiare giusto un frutto in
ventiquattr'ore. Serviva disciplina per diventare perfette, anche per distruggersi la vita.
I suggerimenti migliori se li ricordava bene, ma li aveva anche trascritti in un foglio per non correre il rischio di dimenticarli.
Quel foglio divenne il suo manifesto.
La colazione alla mattina non la doveva fare, al massimo poteva prendere un po' di caffè
americano molto diluito e poi bere un bicchiere d'acqua calda con il limone per depurarsi.
I crampi per la fame sarebbero arrivati verso metàpomeriggio.
Romanzo: Le bugie dei bravi ragazzi

📸 Instagram: barbara.raymondi

mercoledì 16 marzo 2022

In passato Benedetta aveva visitato i siti Pro-Ana...

🍃"In passato Benedetta aveva visitato i siti Pro-Ana e aveva seguito i consigli di quei blog: era arrivata a mangiare giusto un frutto in 
ventiquattr'ore.  I suggerimenti migliori se li ricordava bene, ma li aveva anche trascritti su un foglio per non correre il rischio di dimenticarli.
 Quel foglio divenne il suo manifesto.
Serviva disciplina per diventare perfette, anche per distruggersi la vita."
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📚Romanzo: Le bugie dei bravi ragazzi


Durante la pandemia i disturbi alimentari (anoressia, bulimia e binge eating)
sono aumentati di quasi il 40% rispetto al 2019.

📸Instagram: barbara.raymondi

mercoledì 9 febbraio 2022

Sostiene Pereira di averlo conosciuto in un giorno d'estate...

 

Il fidanzatino dell'epoca mi regalò “Sostiene Pereira” di Tabucchi mentre ci trovavamo in volo per Lisbona, sottolineando che era una lettura in tema con la città. Guardavo con sospetto quel libro: ne aveva parlato anche un ragazzo che frequentava lo stesso mio corso all'università, mi stava antipatico. Uno di quei ragazzi un po' superbi, di quelli che pontificano... e gli altri studenti lo ascoltavano quasi rapiti quando recensiva qualche lettura.

Iniziai a leggere “Sostiene Pereira” già in aereo, io ho paura di volare, ma le prime pagine mi fecero dimenticare di essere in volo.

Quando atterrai a Lisbona misi il libro dentro alla borsa e lo portai in giro con me, fui subito accecata dalla luce della città, dove ancora vibra un passato di grande splendore, e avvolta dall'aria che sa di oceano. Avevo una gran voglia di scoprire i quartieri, gli odori e i volti della città. E come descrive Tabucchi passeggiare per Lisbona diventa un susseguirsi di stradine, di giardini, di palazzi dall'aria elegante e allo stesso tempo decadente, fino a raggiungere il fiume Tago. Inseguiti dai tram che passano e che salgono fino al castello, proprio vicino all'abitazione di Pereira.

Il giornalista Pereira, cardiopatico e in sovrappeso, si occupa della pagina culturale del Lisboa, trascinando la sua vita tra il giornale e casa sua, fermandosi di frequente al Café Orquidea dove ordina limonate zuccherate e omelette alle erbe aromatiche.

Probabilmente uno dei tram descritti nel romanzo era il numero 28, da cui il protagonista del romanzo vedeva “sfilare lentamente la sua Lisbona... l'Avenida de Libertade, coi suoi bei palazzi, e poi la Praça do Rossio di stile inglese..."

Sono salita un po' di volte sul numero 28, mi sedevo lì e osservavo la città calda e lenta mostrarmi le vite che mi scorrevano davanti, come in un romanzo. Chissà come sarebbe stata diversa la mia vita se mi fossi fermata a vivere a Lisbona.

“E' difficile avere una convinzione precisa quando si parla delle ragioni del cuore”

Sulla copertina del libro è riportata la foto del Café A Brasileira, il caffè più antico della città, si trova nello quartiere dello Chiado.

Al bancone ordinai un caffè e un pastel de nata, avvolta dall'eleganza e dalla tradizione della caffetteria, che fu meta di numerosi intellettuali, tra cui Fernando Pessoa. Famosa è anche la sua statua posta nel 1988 proprio davanti al locale.

Poi ne mangiai tantissimi di pasteis de nata, attirata dalle pasticcerie in un susseguirsi di profumi, di odori, di sensazioni e sempre con il libro in borsa.

Ho amato leggere “Sostiene Pereira” e per me resterà indelebile il legame del romanzo con il mio viaggio a Lisbona. Terminai di leggere le ultime pagine del libro in aereo, durante il viaggio di ritorno...

“Sostiene Pereira di averlo conosciuto in un giorno d'estate. Una magnifica giornata d'estate, soleggiata e ventilata, e Lisbona sfavillava.”


📸 Instagram: barbara.raymondi


domenica 24 gennaio 2021

...Seconda parte... Sanpa.

Non passare di là, ci sono i drogati, si raccomandava la mamma. E io di là ci ero passata. Che potevo fare a quel punto? Accelerare e passare prima di lui? E se mi  avesse minacciato con la siringa, per i soldi? Che non avevo, tra l'altro. Bastò un secondo, di quelli che durano una vita, appoggiò la gamba al muro, si alzò quanto bastava il pantalone e si bucò sulla caviglia. E io, che avevo rallentato il passo, gli arrivai davanti proprio quando finì, si scostò appena e mi lasciò passare.
Sarei potuta tornare indietro e fare un'altra strada, ovviamente. Ma sono una testa di cazzo, e quel ragazzo l'avevo già visto per le mie vie, non mi andava di far vedere che avevo paura di lui. Ma non gliene fregava niente, né di me, né di farsi vedere da qualcuno, doveva solo farsi di eroina, "la pera" si diceva all'epoca. Io ero l'ultimo dei suoi problemi.
Dopo qualche tempo"i tossici storici"si riconoscevano per le vie, per la città e si capiva quando erano strafatti, camminavano lenti barcollando e finivano addosso alle ringhiere. Un giorno uno dei soliti noti entrò nel mio giardino, i cancelli erano quasi sempre aperti, corse verso il muro che separava la mia casa dalle altre e vi si arrampicò agile come un gatto. Il muro era alto almeno due metri e mezzo. Stava scappando, quasi sicuramente aveva rubato qualcosa. Un uomo tentò di inseguirlo, lo cercava. Io ero in terrazza, non dissi nulla e se mi avesse chiesto probabilmente non avrei fatto la spia.
Ma oltre al dramma di quei ragazzi emarginati ed etichettati dalla società come appestati, soprattutto si guardavano con pena le loro madri disperate. Quante porte prese a calci, quante collanine d'oro rubate, quanti soldi nascosti e poi trafugati? Le botte... 
Donne lasciate sole e invecchiate di vent'anni in pochi mesi. Famiglie distrutte che non sapevano più a chiedere aiuto. Allo Stato? Al prete? Come trattenere in casa i loro figli tossici che rischiavano l'overdose o che andavano in astinenza?
Capitò che un ragazzo del quartiere fu spedito più volte in comunità, per volere suo, della famiglia o..
Continua...

venerdì 22 gennaio 2021

Ho guardato SanPa... ( prima parte)

Ho guardato SanPa - Luci e tenebre di San Patrignano. 
Un po' di ricordi mi si sono accesi in testa: 
- Alla fine degli anni 70 l'eroina inizia a circolare pericolosamente per le città. Lo stato è assente e per le strade si incontrano sempre più ragazzi magrissimi, pallidi, emaciati, sembrano zombie, sono brutti. Brutti da vedere. Fanno paura.
In una città "per bene" come la mia la loro presenza turbava. Erano "i drogati". Erano una categoria a parte: c'erano gli hippie, i fighetti e anche i drogati.
Stavano sotto ai portici, negli angoli bui della città, nascosti sotto agli alberi, a bucarsi,a perdere i sensi o a morire.
A metà degli anni 80 ero ancora una bambina ma li ricordo bene, mi facevano paura, camminavano lenti, a stento stavano in piedi, curvi su stessi, buttati per terra, magari con una siringa ancora piantata sul braccio. O gettata poco lontano, col mezzo limone, il cucchiaino e l'accendino. La siringa era un'arma pericolosissima, se minacciavano di pungerti o se, per sfiga, ti bucavi con una di quelle era finita. Si diceva.
Al parco si doveva stare attenti a dove si giocava. Ricordo le grida degli amici mentre si correva: "Vieni qua, mi urlavano, vieni qua che là ho visto una siringa col sangue dentro!"
Una volta me ne sono trovato uno davanti, era pallido, smunto, con le occhiaie. Sembrava un'ombra.
Era un passaggio stretto, vicino alle mura della città, lo usavo come scorciatoia per far prima a tornare a casa, ma era ancora chiaro, di solito c'era da preoccuparsi alla sera, perché spesso rompevano la lampadina del lampione e la zona non era illuminata.
Camminavo veloce e me lo trovai davanti. Poteva passare solo una persona, o lui o io.
Lui, il drogato, io una ragazzina delle medie col cerchietto Naj oleary in testa.
Il nostro sguardo si incrociò, ma i suoi occhi erano altrove, spenti, forse non mi vedeva nemmeno. Io non sapevo che fare. Ero terrorizzata, paralizzata. Un Drogato davanti a me, e io ero sola. Sapevo di non dover passare per di là, ma era ancora giorno, di solito se ne stavano solo in certi punti della città.- 
Continua...

giovedì 19 novembre 2020

Erbe Matte - Romanzo

I protagonisti dei miei romanzi sono assolutamente imperfetti, commettono errori, finiscono sempre nei guai e dicono bugie. E alla fine, anche se non vorrebbero, si scontrano con la società bigotta e ipocrita, contro le ingiustizie o le complicazioni che la vita gli presenta senza sconti. Come molti di noi in fondo...

  












Il mio terzo romanzo Erbe Matte non fa eccezione, come è stato anche per  C'è di peggio e Le bugie dei bravi ragazzi.

Questa volta però il libro è ambientato in un luogo diverso, insolito e forse desueto, si intitola "Erbe Matte" e narra la storia di un Circo, il Circo Lumen, e dei suoi fedeli circensi.  Racconta la vita di una famiglia molto unita, ma sempre in equilibrio precario: sono tempi duri per tutti, anche per chi conosce numerosi trucchi magici per vivere.

Il Circo Lumen è sospeso tra le lucette colorate e la terra scura, tra le acrobazie e il sole che brucia, tra la magia e gli infiniti viaggi con la carovana. È un piccolo circo di provincia senza effetti speciali e con molti debiti.  

Il suo Direttore è un uomo d'altri tempi: col cilindro in testa, molti tatuaggi e un carattere duro come gli inverni di una volta. Tenterà di risollevare le sorti del circo a modo suo e senza l'aiuto della famiglia, finendo però per scontrarsi con gente pericolosa e disposta a tutto pur di vederlo rovinare. 

Scoperta la minaccia incombente, Bianca, la nipote preferita, e gli altri circensi cercheranno quindi di prendere in mano la situazione e di salvare il Circo Lumen dal baratro, in ogni modo, più o meno ortodosso. E di nascosto, perché se chi vuole la fine del Circo è spietato, mentire al Direttore risulterebbe anche più complicato da gestire.

Non sarà un'impresa semplice tra vendette antiche, amori sospesi e gesta funamboliche, ma il Circo Lumen è la loro vita, la loro tradizione e l'essenza stessa delle loro esistenze.

Nel frattempo Bianca rincorre l'amore che però non si concede mai davvero. Mauro infatti appare ogni primavera al cospetto del Direttore col suo trabiccolo a forma di Limone per vendere bibite, ma al termine di ogni stagione lavorativa sceglierà sempre di non seguire la carovana. Brama la libertà, Bianca invece vorrebbe trattenerlo a sé, perché ricomincia a vivere solamente quando l'uomo le sta accanto.

E’ la cartomante e la sensitiva del circo, o almeno è quello che la gente crede. Lei stessa è scettica riguardo alla sua presunta e particolare attitudine: in realtà non riesce nemmeno a trovare il coraggio di farsi un giro di tarocchi per paura di svelare cosa le accadrà in futuro o per timore di scoprire se l'uomo di cui è innamorata perdutamente corrisponde il suo sentimento.

I protagonisti di "Erbe Matte" rompono le regole pur mantenendo salde le tradizioni, anche sotto alla tempesta non si arrendono mai, non se lo possono permettere.

Ma riusciranno a resistere all'amore che tormenta l'anima o alle vendette che riaffiorano dal passato minacciando il Circo?

Il futuro incerto però non rappresenta un problema per i circensi, le Erbe Matte sopravvivono a tutto e spuntano sempre da qualche altra parte:

"Noi siamo come l'erba matta, rispuntiamo sempre da qualche parte, nonostante le batoste che la vita ci dà, resistiamo alla pioggia gelida e al Sole che brucia".

La vita è un Circo. Siamo tutti in bilico tra mille risate, pianti e meraviglie...




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lunedì 30 marzo 2020

Anteprima Le bugie dei bravi ragazzi





Barbara Raymondi




Le bugie dei bravi ragazzi








Questo libro è un'opera di fantasia. Nomi, soprannomi, personaggi, luoghi e avvenimenti sono frutto dell'immaginazione dell'autrice e vengono usati in maniera fittizia. Qualsiasi somiglianza con persone reali, fatti o luoghi è assolutamente casuale.
Ogni diritto è riservato.




Gli spietati salgono sul treno
e non ritornano mai più,
non sono come noi, innamorati eroi,
noi due che al binario ci diciamo addio.
Gli spietati, Baustelle



E' un mondo difficile, è vita intensa.
Felicità a momenti e futuro incerto.
Il fuoco e l'acqua, concerto e calma,
sonata di vento.
E nostra piccola vita
e nostro grande cuore.
Me cago en el amor, Tonino Carotone




Prima Parte

1

«Sole?»
«Presente» la ragazza alzò il braccio svogliatamente, con fare un po' fiacco.
«Ok, allora iniziamo col briefing se ci siamo tutti».
Mio Dio il briefing, ma dove siamo all'Onu? Sole si guardò attorno, testa bassa, sconsolata, agitata, stanca, cercando comunque di mantenere un certo contegno, di capire l'andazzo di quell'ufficio e di scoprire la fauna umana con la quale avrebbe lavorato per qualche giorno o addirittura per qualche settimana.
Si sentiva stanca già alle cinque di pomeriggio e non perché avesse lavorato in miniera fino a quell'ora, ma perché esausta di affrontare l'ennesimo primo giorno lavorativo. Si trattava di sondaggi telefonici, all'apparenza poteva sembrare quasi una mansione dignitosa, non troppo invasiva per se stessa o per i campioni telefonici da contattare.
«Sole?»
«Sì?»
«E' la tua prima volta qui?» chiese la responsabile dopo aver spiegato a tutti il loro compito.
«Sì»
«Hai capito come funziona?»
«Sì, più o meno credo di aver capito: chiamo qualcuno e gli propongo di fare il sondaggio»
«Ok, ci siamo. Ragazzi siate veloci e precisi. Cercate di non scrivere messaggi e di non parlare tra di voi. Potete andare in bagno, ma senza esagerare, cerchiamo di evitare le pause sigaretta, le pause caffè e le pause chiacchiere che tanto state qui solo quattro ore. Iniziate pure».
Quattro ore lì dentro sembravano interminabili solo a pensarlo.
La responsabile era una ragazza più giovane di Sole, dall'aspetto glaciale, inflessibile e sicuro. Il lavoro consisteva nel fare il maggior numero di telefonate per riuscire a terminare quanti più sondaggi possibili. Da un plico di fotocopie prelevate da un elenco telefonico di qualche città si sarebbe dovuto chiamare in ordine alfabetico o sparso, a seconda dell'attitudine, dell'istinto o del metodo lavorativo, quanti più contatti si riusciva.
«Ragazzi, almeno venti sondaggi a testa stasera» sottolineò la responsabile «ricordatevi che vi paghiamo all'ora, non a sondaggi, quindi non approfittatevene di questo. Impegnatevi grazie».
Sole iniziò la missione quotidiana: digitare un numero da un comune telefono a tasti, aspettare tre squilli, non ottenere nessuna risposta e giù la cornetta. Numero, tre squilli, nessuna risposta e giù la cornetta. Numero, tre squilli, nessuna risposta e giù la cornetta. Primo sintomo accusato: ansia da prestazione. Nessuno sembrava volerle rispondere, mentre le altre ragazze chiacchieravano capaci con sconosciuti accondiscendenti. Tutti i sondaggisti reclutati guardavano un muro color crema stinto, erano separati tra loro da pannelli bianchi e sparavano a raffica domande convulse lette sullo schermo di un computer, sperando di segnare crocette col mouse nel questionario a risposte multiple. Numero, tre squilli, nessuna risposta, ma questa volta, mentre Sole stava per sbattere giù la cornetta, qualcuno rispose con la più classica delle risposte telefoniche: Pronto?
Dopo un secondo di incertezza la ragazza partì:
«SìBuonaseraSignoraStiamoFacendoUnSondaggio» recitò tutto d'un fiato. No grazie, fu la risposta secca e spietata.
Le reazioni telefoniche alternative che si susseguirono furono: No. No, chi vi ha dato il mio numero? No, avete finito di rompere le palle? No, non compro niente. Secondo sintomo: nervoso allo stomaco e voglia di controbattere con una vasta gamma di parolacce. Quando dopo almeno venti tentativi qualche anima pia diede il consenso, la ragazza, già preda della frustrazione più accanita, cercò solo di essere rapida, chiara e gentile nonostante la ferocia nell'animo e la lingua che si incespicava.
La moltitudine delle persone che, mosse a pietà o afflitte da solitudine centenaria, decideva di dedicare qualche minuto al sondaggio dopo poche domande però perdeva entusiasmo; l'unica conseguenza possibile era il temuto saluto d'addio. Una guerra psicologica insostenibile, un terremoto per il sistema nervoso.
«Ehi» le sussurrò qualcuno «Puoi imbrogliare»
«Cosa?»
«Sì, non è che ci arrestano»
«Imbrogliare?»
«Metti tu le risposte anche se non ti rispondono a tutte le domande, finisci tu il questionario»
«Ma se ci vedono? Se

mercoledì 25 marzo 2020

Anteprima Erbe Matte



La gente è il più grande spettacolo del mondo
E non si paga il biglietto.

Charles Bukowski



Questo libro è un'opera di fantasia. Nomi, soprannomi, personaggi, luoghi
e avvenimenti sono frutto dell'immaginazione dell'autrice e vengono usati
in maniera fittizia. Qualsiasi somiglianza con persone reali, fatti o luoghi è
assolutamente casuale.

Diritti Riservati.


                                                  

                                                            *
Il   Direttore   del   Circo   Lumen   si   sistemò   il   cilindro   nero   sulla   testa, recuperò il microfono dalla tasca  e si  schiarì  la voce. Squadrò  senza entusiasmo   lo   sparuto   gruppetto   di   spettatori   che   gli   sedeva   davanti, avrebbe potuto contarli, suddividerli per genere maschile, femminile e magari ricordarsi anche i nomi di battesimo di ognuno di loro.
A quel punto non restava che recitare, senza troppa enfasi, il saluto finale: Il Circo Lumen ringrazia tutti i gentili spettatori, buonanotte e a presto.
«Dio bon» brontolò poi tra sé e dopo lo scoppio di un petardo scaduto partì una gracchiante marcetta dagli altoparlanti. Il Direttore attraversò la nube artificiale ormai rarefatta e scomparve senza premura, e senza dannarsi, dietro al sipario mandando a ramengo l'ambita sincronia scoppio-fumo. Il trucco non era riuscito alla perfezione, ma nessuno se ne preoccupò, né i  circensi, né le trentadue  persone del pubblico pagante. 
Faceva freddo a stare seduti sulle panche per un'ora e mezza, i nasi erano gelidi e le mani restavano infilate nelle tasche. Se ne volevano andare a casa tutti, nonostante le acrobazie, nonostante i lustrini, ma non sarebbe terminata lì la serata per la maggior parte il pubblico: i bambini desideravano incontrare gli Straordinari Animali Magici. Quasi il fiore all'occhiello del Circo.
Gli Straordinari Animali Magici del Circo Lumen erano più bizzarri che fatati, facevano più sorridere che strabiliare, in perfetta sintonia con il Circo, più

mercoledì 27 novembre 2019

L'amore non è perfetto

Bianca: 💌"Ma l'amore non è perfetto, si giustificava: siamo solo un caleidoscopio 
di emozioni, di luci, di ombre, di segreti o di desideri inconfessabili. 
Anche se non vogliamo è così. Certi pensieri ci entrano nella testa, possiamo provare a scacciarli, ma non possiamo evitare che si insinuino."
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📚 "Erbe matte"






💡Ambientato a #Padova e dintorni, sono pigra😋 .







🎪Trama: 
Il Circo Lumen è un piccolo circo di provincia senza effetti speciali e con molti debiti. Il suo Direttore, un uomo d'altri tempi col cilindro in testa e molti tatuaggi, tenterà di risollevarne le sorti a modo suo finendo però per scontrarsi con gente pericolosa e disposta a tutto pur di vederlo rovinare. Toccherà alla sua famiglia, ai suoi circensi, cercare di mettere in salvo il Circo. Non sarà un'impresa semplice tra vendette antiche, amori sospesi e gesta funamboliche. La vita è un circo e al Circo Lumen tutto è possibile... o quasi. 


Romanzo disponibile negli store online:
🚂LaFeltrinelli.it
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.
🛸Ordinabile alla libreria Feltrinelli, spedizione gratuita direttamente lì.
.
Grazie a chi ha letto "Erbe Matte" e a chi lo sta leggendo 😘

venerdì 9 novembre 2018

Accovacciata nei vicoli bui, a ridere, a sospirare...

🍃"Come in convento, d'altronde, la vita non è facile… accovacciata nei vicoli bui, a ridere e sospirare nelle stanze d'albergo o sui sedili posteriori delle limousine, devo recitare un ruolo ogni volta diverso, senza distrazioni. Sopra di me una fetta di luna per rammentarmi il mio destino e l'acqua santa."
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TAMA JANOWITZ, Una santa moderna n°271

sabato 27 ottobre 2018

Le stelle

🍂Cammino
e dietro camminano le stelle.
⭐⭐⭐

“Nella pietra e nel vento”
Adonis, poeta siriano

mercoledì 10 ottobre 2018

La casa dei libri

🎥La casa dei libri, tratto dal romanzo di Isabel Coixet.
1959, campagna inglese, una vedova di guerra decide di aprire una libreria, ma tanta intraprendenza darà fastidio alla comunità. I libri poi fungeranno da legame con un ricco brontolone del luogo,faranno amicizia e tutto si complicherà...

lunedì 8 ottobre 2018

Vito e Violetta eroi per noia?

📚Vito e Violetta si metteranno in testa di salvare una ragazza musulmana da una tradizione che le sta stretta. Halima è nata in Italia, ma è costretta dalla famiglia a indossare il velo, quel che è peggio è che... Il padre ha deciso di combinarle un matrimonio e l'amore non c'entra.
Vito e Violetta non sono eroi, anzi, fumano troppo, bevono di più, studiano filosofia sapendo di non combinare molto, sono cinici...
Ma questa volta, e non sanno nemmeno loro perché, decideranno di aiutare Halima. Non hanno molto da fare o da perdere... Finiranno nei casini come sempre, riusciranno a salvare lei? A riscattare se stessi??
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📖 Romanzo: C'è di peggio
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❣️Prenotabile alla Feltrinelli e Disponibile negli store online:
LaFeltrinelli.it
Ibs.t
Amazon
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❣️GRAZIE a chi l'ha letto e a chi lo leggerà,
Barbara😘

sabato 11 agosto 2018

Stelle cadenti

Per la rubrica accade oggi...
ieri era San Lorenzo, la notte delle stelle cadenti.
Nel mio caso erano tutte appiccicate stoicamente al cielo!

E la chiamano estatee...

lunedì 2 luglio 2018

Intervista a Live Social!

Sabato scorso sono stata a LiveSocial, Radio Venezia, per un'intervista: bellissima esperienza! Divertente, poi le ragazze della redazione sono molto simpatiche, carine e lo speaker Matteo, bravissimo, è riuscito a farmi passare l'imbarazzo "da microfono"!

martedì 13 marzo 2018

Gli Scrittori Della Porta Accanto: intervista! (a me...)

L'immagine può contenere: sMSIl Web Magazine Gli scrittori della porta accanto ha pubblicato un'intervista nella Rubrica Caffè letterario.
 
Trovo magnifico il fatto che un gruppo di donne abbia creato un magazine di approfondimento culturale indipendente. 
Grazie per l'intervista, spero di essere stata lucida nelle risposte, ma se non c'erano percentuali da calcolare... dovrei aver risposto correttamente!

Per l'intervista:qui