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venerdì 10 novembre 2017

Le faremo sapere (Colloqui&Disagi vari)

Questa volta sarò brevissima, non sono mai stata ad Hollywood e non sono mai stalta molestata da Weinstein, anche perché come attrice sareli stata unlp))p canyylle. Credo di essere più brava a cucinare e lui ho dettopp tgutto. Per dire, il mio piatto forte è il toast col prosciutto cotto, se non si brucia. Questa breve introduzione per riportare la mia piccola esperienza sul "mondo del colloquio e del disagio". Le donne non sono tutte puttane e i maschi non sono tutti approfittatori e maiali, chiaramente. 
A me è successo più o meno tre, quattro volte di provare disagio durante un colloquio. Niente di troppo esplicito, ma non essendo ancora del tutto rincoglionita credo di percepire dal tono di voce o dall'espressione se l'incontro di lavoro prende una piega con qualche sfumatura di grigio di troppo.

mercoledì 7 giugno 2017

Posta precaria: Lavorare con stanchezza

Si svegliò stanca anche quel giovedì mattina, gli occhi gonfi, la testa pesante, le gambe che si trascinavano da sole verso la cucina, per inerzia, per abitudine, un'abitudine che cercava di sopportare, da circa due anni.
Erano le 6.45, di mattina. Alzò la persiana, molto lentamente, aprì la finestra e inspirò aria fresca, aria nuova.
Doveva decidersi a comprare un pigiama nuovo, ormai l'elastico non teneva più e i fiorellini viola su sfondo azzurro erano crepati e sbiaditi.
Doveva trovare il tempo di depilarsi, non aveva mai avuto dei peli così lunghi sulle gambe. Ad un occhio esperto (di donna) di sicuro non erano sfuggiti sotto le calze color carne. Quei fili neri, scuri, lunghi, quanto? Un centimentro? Forse anche uno e mezzo.
Ne prese uno tra le dita e tentò di strapparlo. Al secondo tentativo ci riuscì.

mercoledì 3 maggio 2017

Posta Precaria: Il Custode del cimitero

Cosa c'è di sicuro a sto mondo? Più di San Remo, più dei selfie di Belen, più di "Una poltrona per due" sotto Natale, più degli sconti sui divani che devono terminare e invece non finiscono mai?
Ecco: La muerte, 'A Livella
(Tiè)
Nonostate sia la questione più a tempo indeterminato che mi venga in mente la cosiddetta crisi ha livellato pure i custodi del cimitero.
Un ragazzo, T., mi ha raccontato la sua esperienza precaria: "Non è che il mio obiettivo è sempre stato quello di fare il custode dei cimiteri, però il Comune cercava queste figure per un progetto dedicato ai disoccupati da anni e io lo ero, e anzi lo sono di nuovo se per caso qualcuno legge.."
"Ah beh, caschi bene qui. Scrivetemi se avete un lavoro per T... E se avete un contratto serio con una casa editrice per me"
Ammetto che mi sono venute in mente un sacco di sciocche paranoie legate a questo importante mestiere (Zombie, poltergeist, spiriti molesti, rumori sinistri)

giovedì 30 marzo 2017

Who let the dogsitter out - Posta precaria

C. 23 anni, studentessa universitaria e amante degli animali offresi come dog sitter. All'indirizzo di posta elettronica le sono arrivate alcune proposte riguardanti incontri particolari dove le passeggiate con i cani c'entravano poco e un'effettiva proposta da parte di Simba*, un barboncino bianco di quattro anni e con tanta voglia di uscire. Più o meno si trattava di restare un'ora in passeggiata e possibilmente vicino al parco sotto casa, sarebbe stato il caso però di non fare incontrare troppo focosamente Simba con gli altri cagnolini. La signora tutto sommato sembrava tranquilla, solo non aveva troppa voglia di uscire col cagnetto che era sempre agitato. 6 euro all'ora, guinzaglio e sacchettini in dotazione.

mercoledì 15 marzo 2017

Posta precaria - Se ti sposi, ti livello

Nuova "letterina" arrivata da una giovane donna, la chiameremo S. S. lavora circa da 2 anni in un ufficio, conctat center anzi, più o meno sono in quindici persone, c'è chi va, c'è chi resta. Si trova bene tutto sommato, anche se non smette di cercare concretamente o idealmente altri lavori: è precaria, ogni 4 mesi circa le rinnovano il contratto, finora le è andata bene.
C'è un ma come nella migliore delle tradizioni.
S. è fidanzata da quattro anni e il giovanotto in questione, durante un pranzetto preparato da lui, le fa trovare l'anello dei suoi sogni all'interno di una capasanta vuota, ma lavata col sapone, ci tiene a precisare. Non è quello il ma incriminato.

martedì 21 febbraio 2017

Galleggiamo nell'attesa di... La posta dei Precari

Il romanzo Le bugie dei bravi ragazzi tratta un tema attuale, sempre più minaccioso e avvilente: il precariato e tutto ciò che di angoscioso e più o meno tragico ne può derivare.
Alcuni ragazzi mi hanno scritto per raccontarmi le loro esperienze: non possono permettersi un affitto, un mutuo o una semplice vacanza, che sembra un aspetto superficiale, frivolo, invece deve essere un diritto aspirare almeno a qualche momento di felicità.
 Si tende a sopravvivere, a portare a casa la giornata mi accorgo che il cerchio si allarga sempre più.
 Di mio tendo a sdrammatizzare, io stessa sono una precaria impenitente, l'ironia seppur amara sembra avere un qualche effetto placebo.
Galleggiamo nell'attesa di...

Ma nel frattempo:  
C'è chi a 40 anni suonati è costretto a subire umiliazioni, angherie e minacce di licenziamento. 
"Licenziamento? Ma se non sono nemmeno in regola?"
"Sì, ma ho la fila: ci sono 200 ragazzi che sbavano e aspettano solo di prendere il tuo posto. In fondo che fai? Tutti possono fare quello che fai te"
Uno o due voucher per dare una parvenza di legalità e poi lavoro in nero, di notte, a 7 euro l'ora.
"E lui ne fa di soldi, lo vedo. A me invece ne toglie di soldi, minimo un'ora a settimana. E mi dice di non stare fermo, di muovermi sempre anche se in quel momento non c'è molto da fare".
"Ti chiamo mezz'ora prima se non devi venire, tanto che cazzo devi fare?"
 Che si può fare in questi casi? Si accetta l'umiliazione per portarsi a casa qualche euro finché non si trova altro? Si fa finta di non sentire? 
"O lo  mando a fanc.lo? Ho più di 40 anni, non ne ho 15. Che faresti te? A volte non ce la faccio, mi sale un nervoso, ma non voglio rispondere sennò..."

In un altro momento storico nel quale non si sia quasi obbligati ad accettare sadici soprusi e cattiverie gratuite, o tutti i lavori che capitano, personalmente io gli avrei tirato dietro qualsiasi parolaccia mi fosse passata per la testa, senza filtri, ma se uno ha bisogno... Non lo so.


Una ragazza di 26 anni, abbastanza fresca di laurea, trova uno stage in un ufficio stampa: 250 ricchi euro al mese e 9 ore di lavoro. La responsabile spesso è assente e le mansioni sono dettate al telefono. 
"Ma io la prima settimana non lo sapevo dov'erano i fascicoli, non sapevo dove si trovavano le cartelle, i file salvati. Alcuni mumeri di telefono e mail erano sbagliate, come potevo fare? Mi dovevo inventare i numeri? Le lettere degli indirizzi?
Ma la cosa peggiore era che dovevo andare a farle la spesa, portare giù  il cane a fare la pipì e quando la faceva in ufficio dovevo asciugare io la pozza, perché sto imbecille di cane quando si emozionava la faceva ovunque. E si emozionava tre, quattro volte al giorno: quando suonavano il campanello, quando suonava il telefono, quando entrava qualcuno.
La responsabile mi chiamava anche alle 11 di sera per sapere se avevo telefonato a quella tizia o per chiedermi di passare al supermercato a comprare le scatolette per il cane, possibilmente prima di arrivare in ufficio. Ho studiato per quello? Per comprare crocchette di pollo con mais da agricoltura biologica? Costa più di quello che mangio io. Ma non è per il cane... Sono arrivata a odiare tutti lì, cane compreso. E poi dovevo fare la lecchina con le sue clienti, tutte false. Una volta ho dovuto portare giù due cani. Era così arrogante la titolare, ricca e viziata, lavorava per gioco, per sfizio, per sentirsi importante. Non era nemmeno laureata, ma si firmava con "dottoressa". E con me era sempre arrogante, ma in modo sottile, una gentilezza falsa. Mio padre mi ha chiesto di stare a casa, ero esausta, sfibrata, esaurita, ma lui è ancorato a un'epoca dove la dignità aveva ancora un senso.
Mancavano 10 giorni a fine mese quando le ho detto che avevo trovato un altro lavoro, me li ha tolti dallo "stipendio".
E ovviamente niente TFR...

La costante sembra l'umiliazione, il sopruso. Chi è avvantaggiato e chi viene sfruttato. Chi può permettersi di mandare a fanc.lo e chi invece è costretto a subire.


Barbara

p.s. Se vi va raccontatemi le vostre esperienze a:
     barbara.raymondi78@gmail.com
 

giovedì 29 dicembre 2016

Quiz Natalizio (ovvero le solite estenuanti domande delle Feste Comandate)

Ah la gioia dei pranzi e delle cene natalizie coi parenti semi-sconosciuti che non vedi e non senti  mai (e ci sarà un motivo). Sembra che non aspettino altro per (s)finirti con domande specifiche preparate meticolosamente e tenute in serbo fino al fatidico ritrovo.  
Domandona: Non hai ancora figli?? 
Risposta: Ehhh...
 Una lontana zia, mi ha pregato quasi con le lacrime agli occhi, non scherzo, di fare un figlio. Credo mi reputasse almeno sposata e non passibile di meretricio, altrimenti sarebbe svenuta inorridita e avrebbe recitato un Atto di Dolore stesa a terra agonizzante e con la schiuma alla bocca.

lunedì 19 dicembre 2016

I Biciclettari - Hai voluto la bicicletta...?

Quando sono uscita stamattina sembrava di stare nel film Vanilla Sky per quanto era stranamente deserta la strada. A parte il fatto che non abito a New York, che non sono Tom Cruise (per fortuna, sennò dovrei credere in Xenu*; già è difficile credere nel Dio del catechismo, figurarsi imbarcarsi nelle cronache di un governatore alieno) e che non ho la Ferrari.
Strada deserta, non proprio vicino a casa
Ho una bicicletta col cestino, non di ultima generazione, per capirci non quelle in carbonio o con resine caricate con nanoparticelle (non so cosa sto scrivendo)
;

sabato 22 ottobre 2016

L'eterno primo giorno


L'eterno primo giorno dona loro, o Signore... pare una minaccia:
Non so se sia peggio l'eterno primo giorno a lavoro o l'idea dello stesso lavoro per tutta la vita... Poi se il lavoro piace quella è un'altra storia, ma questo campo non l'ho mai frequentato.
Anzi, spesso alla mattina ho quella sensazione di biscotto (tipo macina con olio di palma) incastrato in gola, che non va né su né giù, sensazione detta anche dell' uovo sodo, per chi fosse abbastanza vecchio da ricordarsi il film Ovosodo, per l'appunto. Chi pratica il vivace mondo del precariato sa bene che il famigerato primo giorno è sempre in agguato se si decide di cercare lavoro dopo l'ennesimo contratto scaduto. Uno non fa tempo ad abituarsi all'ufficio o alla fabbrica, ai colleghi, ai capi, alla fotocopiatrice, ai venticinque tasti inutili del telefono, agli orari per fare pausa,

martedì 6 settembre 2016

Viva la mamma, viva la favola degli anni cinquanta, così lontana e pure così moderna...

Quando una pensa di aver visto molto, di aver letto abbastanza o di aver sentito troppo, ecco che arriva la novità del mese. E non è la notizia del trono gay da Maria (Uomini&Donne) che mi lascia abbastanza indifferente e che poi probabilmente mi ritroverò a seguire nelle repliche a mezzanotte con gli occhi crepati dal sonno. La novità sta nel.. FERTILITY DAY. Si è già scritto molto contro questa "novità" vintage in effetti e giustamente, stile Ventennio.
Siate giovani e fertili, donne!

Prima di iniziare con le ovvie riflessioni, vorrei soffermarmi sulla frase illuminante: 
La bellezza non ha età. La fertilità sì. L'orologio biologico corre e voi sciagurate non avete fatto ancora un figlio? Siete in giro a lavorare? A studiare per gli esami? A cercare di raccattare qualche euro in più per pagare il Canone Rai?
Fertile, mi sembra di parlare di un campo da arare, da concimare.

martedì 2 agosto 2016

Link vari e roba anni '90

Mi dicono: fatti un blog, ce l'hanno tutti, serve per far conoscere i tuoi libri, i romanzi, per far capire chi sei, per spiegare chi o cosa c'è dietro (capirai i misteri...).
Si fa presto a dire fatti il blog. Prima di tutto: Come si fa? E poi che ci scrivo? Dicono: eh, sei tu che scrivi, mica ti mancheranno le parole, le storie da inventare. Ma a chi interessa? Come faccio a raggiungere qualcuno? La mia voce si disperderà tra i tutorial su come intagliare l'anguria con il volto di Padre Pio e i selfie ammiccanti di coppie a scadenza. Comunque, in questo mio post odierno metterò

mercoledì 27 luglio 2016

The importance of being... indie

 Le bugie dei bravi ragazzi è il mio secondo romanzo, autopubblicato perché le case editrici non mi rispondono mai quando glielo invio, nemmeno per cortesia, nemmeno per sbaglio o con una risposta in automatico. Neanche se gli spedisco la versione cartacea con la letterina di presentazione. Zero proprio, il nulla assoluto, il vuoto cosmico. Le uniche che mi rispondono vogliono soldi in cambio della pubblicazione, ma mica cento - duecento euro, tipo busta per il matrimonio, ci si aggira sui mille, duemila euro,  i più spudorati ne chiedono pure di più. A onor del vero oltre al vil denaro mi è stata chiesta pure l'età, ma sono troppo vecchia per poter passare per una teenager complessata e problematica. Il mercato, spietato, vuole questo adesso. E io non sono nessuno per poter essere solo me stessa.
Certo, è vero che tutti devono mangiare, come la sottoscritta (e nel mio caso pure bere spritz all'aperol per dimenticare)