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giovedì 21 settembre 2023

Obiettivi!

 

Avrei dovuto mandare “Barbie Sportiva” o “Barbie va in palestra” al colloquio della scorsa settimana. Riassumo un po': dopo qualche messaggio e una telefonata abbastanza impegnativa dal punto di vista delle domande mi invitano a un colloquio nella sacra sede.

Vado in bici (il posto è vicino e io giro spesso in bicicletta) e credo così di dimostrare il mio animo sportivo, penso già di essere al traguardo, con pochi finalisti per lo meno. Mi accoglie una donna molto alta, bionda e con gli occhi azzurri. Io sono l'opposto. Per fortuna ci sediamo in ufficio perchè altrimenti avrei dovuto prendere un oki per le cervicali terminato il colloquio, visto che è durato 45 minuti.

No, non dovevo entrare alla Nasa. L'annuncio diceva: Accoglienza in una palestra, a turni, la mattina fino alle 14 e il pomeriggio fino alle 21. Ok, così nel tempo che mi resta porto avanti i miei progetti, pensavo.

Non ho mai udito tante volte la parola obiettivi come durante quei 45 minuti.

Ti piace lavorare per obiettivi? Certo, oddio che dovevo rispondere? Chi non ama lavorare per obiettivi?  
Descrivi una situazione in cui hai lavorato per obiettivi.
Ti piaceva andare a lavoro sapendo che avevi degli obiettivi? Il mio obiettivo, signora, era quello di riuscire a tornare a casa senza essere investita dalle auto, volevo rispondere.
Certo, lavoravo tutti i giorni per obiettivi. 
Hai mai pensato: Non ho voglia di andare a lavoro? Tutti i caz di giorni quando lavoravo in un certo ufficio!
E se non riuscivi a portare a termine gli obiettivi cosa facevi? Ci sono sempre riuscita.
Dimmi tre aspetti che dovrebbe avere un lavoro: prendere un pacco di soldi, avere la settimana cortissima e non avere colleghi str.nzi che fanno domande ancora più str.onze.
Invece ho risposto le classiche cose.
Ma quella non mollava: una qualità di una tua amica che vorresti avere te? Le tette.
Perchè sei qui? A quel punto me lo chiedevo anch'io. Cosa ti aspetti da un lavoro così? Qui vogliamo l'eccellenza, vogliamo cambiare la vita delle persone, è il nostro obbiettivo.
Forse al mio posto avrei dovuto mandare “Barbie mi piace da impazzire raggiungere gli obiettivi”.
A quella donna non piaceva molto il fatto che io avessi anche altri progetti, nelle ore in cui non ero lì, ho avuto quella impressione. Però nelle poche ore che rimangono in un giorno, non si è liberi di pensare ad altro? Spoiler: mi hanno scritto che non sono in linea con i loro obbiettivi a quanto pare.
Per fortuna, aggiungo.
p.s. No, la retribuzione non era da eccellenza... gliel'ho scritto, ops.

venerdì 19 maggio 2023

📣Propostona del giorno

Ho ricevuto una telefonata, una proposta per un colloquio.
Bla bla bla... E poi:
Ha preferenze per il contratto?
-Basta che non sia uno stage, ho già dato e ho un'età- le dico...
(Spoiler, si trattava di uno stage full time, ma faceva finta di non saperlo).
Io comunque ascolto...
👑Prima mi dice che sarei in un ufficio bellissimo da cui si domina Padova, non ambisco a diventare una imperatrice, ma ok, non ho mai avuto uffici bellissimi da cui dominare una città, quindi continuo ad ascoltare la propostona. 
☕Tra le altre mansioni, deve portare il caffè quando glielo chiedono.
 Non si trattava di un colloquio per lavorare in un bar, (ovviamente, sennò ci stava) ma ok il caffè l'ho sempre portato volentieri anche ai colleghi, ai responsabili, non è quello il punto... Una volta io, una volta loro...
Però che strana quell'affermazione, mi suona male, non sarà vagamente maschilista? 
A un candidato maschio lo avrebbe detto?
🤔Poi la domandona: ha Vincoli di qualche genere?
Hai vincoli di qualche genere is the new:
Hai figli? Hai marito? Hai impegni di qualche tipo...
Quindi dacché dovevo dominare la città da un ufficio bellissimo sono finita a portare il caffè ai capi.
Zuccherato? Col ginseng? Deka? Mi sono dimenticata di chiedere. Ma la cosa che mi ha fatto più incazzare è stato quando ha declassato il mio Laboratorio di scrittura creativa come una "cosa così".
È anche una passione, le auguro di trovarne una nella vita. 
Ma non gliel'ho detto, le cose fighe da ribadire vengono in mente sempre dopo. Mannaggia.


venerdì 10 novembre 2017

Le faremo sapere (Colloqui&Disagi vari)

Questa volta sarò brevissima, non sono mai stata ad Hollywood e non sono mai stalta molestata da Weinstein, anche perché come attrice sareli stata unlp))p canyylle. Credo di essere più brava a cucinare e lui ho dettopp tgutto. Per dire, il mio piatto forte è il toast col prosciutto cotto, se non si brucia. Questa breve introduzione per riportare la mia piccola esperienza sul "mondo del colloquio e del disagio". Le donne non sono tutte puttane e i maschi non sono tutti approfittatori e maiali, chiaramente. 
A me è successo più o meno tre, quattro volte di provare disagio durante un colloquio. Niente di troppo esplicito, ma non essendo ancora del tutto rincoglionita credo di percepire dal tono di voce o dall'espressione se l'incontro di lavoro prende una piega con qualche sfumatura di grigio di troppo.

mercoledì 7 giugno 2017

Posta precaria: Lavorare con stanchezza

Si svegliò stanca anche quel giovedì mattina, gli occhi gonfi, la testa pesante, le gambe che si trascinavano da sole verso la cucina, per inerzia, per abitudine, un'abitudine che cercava di sopportare, da circa due anni.
Erano le 6.45, di mattina. Alzò la persiana, molto lentamente, aprì la finestra e inspirò aria fresca, aria nuova.
Doveva decidersi a comprare un pigiama nuovo, ormai l'elastico non teneva più e i fiorellini viola su sfondo azzurro erano crepati e sbiaditi.
Doveva trovare il tempo di depilarsi, non aveva mai avuto dei peli così lunghi sulle gambe. Ad un occhio esperto (di donna) di sicuro non erano sfuggiti sotto le calze color carne. Quei fili neri, scuri, lunghi, quanto? Un centimentro? Forse anche uno e mezzo.
Ne prese uno tra le dita e tentò di strapparlo. Al secondo tentativo ci riuscì.

mercoledì 3 maggio 2017

Posta Precaria: Il Custode del cimitero

Cosa c'è di sicuro a sto mondo? Più di San Remo, più dei selfie di Belen, più di "Una poltrona per due" sotto Natale, più degli sconti sui divani che devono terminare e invece non finiscono mai?
Ecco: La muerte, 'A Livella. 
(Tiè)
Nonostate sia la questione più a tempo indeterminato che mi venga in mente la cosiddetta crisi ha livellato pure i custodi del cimitero.
Un ragazzo, T., mi ha raccontato la sua esperienza precaria: "Non è che il mio obiettivo è sempre stato quello di fare il custode dei cimiteri, però il Comune cercava queste figure per un progetto dedicato ai disoccupati da anni e io lo ero, e anzi lo sono di nuovo se per caso qualcuno legge.."
"Ah beh, caschi bene qui. Scrivetemi se avete un lavoro per T... E se avete un contratto serio con una casa editrice per me"
Ammetto che mi sono venute in mente un sacco di sciocche paranoie legate a questo importante mestiere (Zombie, poltergeist, spiriti molesti, rumori sinistri)

giovedì 30 marzo 2017

Who let the dogsitter out - Posta precaria

C. 23 anni, studentessa universitaria e amante degli animali offresi come dog sitter. All'indirizzo di posta elettronica le sono arrivate alcune proposte riguardanti incontri particolari dove le passeggiate con i cani c'entravano poco e un'effettiva proposta da parte di Simba*, un barboncino bianco di quattro anni e con tanta voglia di uscire. Più o meno si trattava di restare un'ora in passeggiata e possibilmente vicino al parco sotto casa, sarebbe stato il caso però di non fare incontrare troppo focosamente Simba con gli altri cagnolini. La signora tutto sommato sembrava tranquilla, solo non aveva troppa voglia di uscire col cagnetto che era sempre agitato. 6 euro all'ora, guinzaglio e sacchettini in dotazione.

martedì 21 febbraio 2017

Galleggiamo nell'attesa di... La posta dei Precari

Il romanzo Le bugie dei bravi ragazzi tratta un tema attuale, sempre più minaccioso e avvilente: il precariato e tutto ciò che di angoscioso e più o meno tragico ne può derivare.
Alcuni ragazzi mi hanno scritto per raccontarmi le loro esperienze: non possono permettersi un affitto, un mutuo o una semplice vacanza, che sembra un aspetto superficiale, frivolo, invece deve essere un diritto aspirare almeno a qualche momento di felicità.
 Si tende a sopravvivere, a portare a casa la giornata e  mi accorgo che il cerchio si allarga sempre più.
 Di mio tendo a sdrammatizzare, io stessa sono una precaria impenitente, l'ironia seppur amara sembra avere un qualche effetto placebo.
Galleggiamo nell'attesa di...

Ma nel frattempo:  
C'è chi a 40 anni suonati è costretto a subire umiliazioni, angherie e minacce di licenziamento. 
"Licenziamento? Ma se non sono nemmeno in regola?"
"Sì, ma ho la fila: ci sono 200 ragazzi che sbavano e aspettano solo di prendere il tuo posto. In fondo che fai? Tutti possono fare quello che fai te"
Uno o due voucher per dare una parvenza di legalità e poi lavoro in nero, di notte, a 7 euro l'ora.
"E lui ne fa di soldi, lo vedo. A me invece ne toglie di soldi, minimo un'ora a settimana. E mi dice di non stare fermo, di muovermi sempre anche se in quel momento non c'è molto da fare".
"Ti chiamo mezz'ora prima se non devi venire, tanto che cazzo devi fare?"
 Che si può fare in questi casi? Si accetta l'umiliazione per portarsi a casa qualche euro finché non si trova altro? Si fa finta di non sentire? 
"O lo  mando a fanc.lo? Ho più di 40 anni, non ne ho 15. Che faresti te? A volte non ce la faccio, mi sale un nervoso, ma non voglio rispondere sennò..."

In un altro momento storico nel quale non si sia quasi obbligati ad accettare sadici soprusi e cattiverie gratuite, o tutti i lavori che capitano, personalmente io gli avrei tirato dietro qualsiasi parolaccia mi fosse passata per la testa, senza filtri, ma se uno ha bisogno... Non lo so.


Una ragazza di 26 anni, abbastanza fresca di laurea, trova uno stage in un ufficio stampa: 250 ricchi euro al mese e 9 ore di lavoro. La responsabile spesso è assente e le mansioni sono dettate al telefono. 
"Ma io la prima settimana non lo sapevo dov'erano i fascicoli, non sapevo dove si trovavano le cartelle, i file salvati. Alcuni mumeri di telefono e mail erano sbagliate, come potevo fare? Mi dovevo inventare i numeri? Le lettere degli indirizzi?
Ma la cosa peggiore era che dovevo andare a farle la spesa, portare giù  il cane a fare la pipì e quando la faceva in ufficio dovevo asciugare io la pozza, perché sto imbecille di cane quando si emozionava la faceva ovunque. E si emozionava tre, quattro volte al giorno: quando suonavano il campanello, quando suonava il telefono, quando entrava qualcuno.
La responsabile mi chiamava anche alle 11 di sera per sapere se avevo telefonato a quella tizia o per chiedermi di passare al supermercato a comprare le scatolette per il cane, possibilmente prima di arrivare in ufficio. Ho studiato per quello? Per comprare crocchette di pollo con mais da agricoltura biologica? Costa più di quello che mangio io. Ma non è per il cane... Sono arrivata a odiare tutti lì, cane compreso. E poi dovevo fare la lecchina con le sue clienti, tutte false. Una volta ho dovuto portare giù due cani. Era così arrogante la titolare, ricca e viziata, lavorava per gioco, per sfizio, per sentirsi importante. Non era nemmeno laureata, ma si firmava con "dottoressa". E con me era sempre arrogante, ma in modo sottile, una gentilezza falsa. Mio padre mi ha chiesto di stare a casa, ero esausta, sfibrata, esaurita, ma lui è ancorato a un'epoca dove la dignità aveva ancora un senso.
Mancavano 10 giorni a fine mese quando le ho detto che avevo trovato un altro lavoro, me li ha tolti dallo "stipendio".
E ovviamente niente TFR...

La costante sembra l'umiliazione, il sopruso. Chi è avvantaggiato e chi viene sfruttato. Chi può permettersi di mandare a fanc.lo e chi invece è costretto a subire.


Barbara

p.s. Se vi va raccontatemi le vostre esperienze a:
     barbara.raymondi78@gmail.com
 

sabato 22 ottobre 2016

L'eterno primo giorno


L'eterno primo giorno dona loro, o Signore... pare una minaccia:
Non so se sia peggio l'eterno primo giorno a lavoro o l'idea dello stesso lavoro per tutta la vita... Poi se il lavoro piace quella è un'altra storia, ma questo campo non l'ho mai frequentato.
Anzi, spesso alla mattina ho quella sensazione di biscotto (tipo macina con olio di palma) incastrato in gola, che non va né su né giù, sensazione detta anche dell' uovo sodo, per chi fosse abbastanza vecchio da ricordarsi il film Ovosodo, per l'appunto. Chi pratica il vivace mondo del precariato sa bene che il famigerato primo giorno è sempre in agguato se si decide di cercare lavoro dopo l'ennesimo contratto scaduto. Uno non fa tempo ad abituarsi all'ufficio o alla fabbrica, ai colleghi, ai capi, alla fotocopiatrice, ai venticinque tasti inutili del telefono, agli orari per fare pausa,

mercoledì 27 luglio 2016

The importance of being... indie

 Le bugie dei bravi ragazzi è il mio secondo romanzo, autopubblicato perché le case editrici non mi rispondono mai quando glielo invio, nemmeno per cortesia, nemmeno per sbaglio o con una risposta in automatico. Neanche se gli spedisco la versione cartacea con la letterina di presentazione. Zero proprio, il nulla assoluto, il vuoto cosmico. Le uniche che mi rispondono vogliono soldi in cambio della pubblicazione, ma mica cento - duecento euro, tipo busta per il matrimonio, ci si aggira sui mille, duemila euro,  i più spudorati ne chiedono pure di più. A onor del vero oltre al vil denaro mi è stata chiesta pure l'età, ma sono troppo vecchia per poter passare per una teenager complessata e problematica. Il mercato, spietato, vuole questo adesso. E io non sono nessuno per poter essere solo me stessa.
Certo, è vero che tutti devono mangiare, come la sottoscritta (e nel mio caso pure bere spritz all'aperol per dimenticare)